Le piramidi di Giza
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Le piramidi di Giza
Quello che vedi
Blocchi di pietra color sabbia, monumenti consumati dal tempo, vestigia nel deserto.
L’ingrediente
Erano bianche e brillavano al sole.
La Grande Piramide di Cheope era rivestita di calcare bianco di Tura, una pietra estratta dalle cave sulla riva est del Nilo, levigata fino a diventare quasi riflettente.
Di giorno brillava sotto il sole d’Egitto.
Si vedeva da decine di chilometri.
La punta era ancora più spettacolare: un pyramidion di granito, probabilmente ricoperto d'oro o elettro (lega oro-argento).
Gli antichi greci non le chiamavano meraviglie del mondo perché erano grandi. Ma perché sembravano fatte di luce.
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Dove è finito il rivestimento?
Tra il XIII e XIV secolo, dopo terremoti devastanti, i sultani del Cairo ordinarono di smontare il calcare bianco per ricostruire moschee e palazzi.
Quello che osservi oggi delle piramidi non è il monumento. È lo scheletro interno, la struttura che non dovevi vedere.
L’involucro esterno vive per le strade del Cairo da oltre settecento anni.
Adesso lo sai. E non potrai più non vederlo.
📚 Fonte: Lehner, The Complete Pyramids (1997)
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