L'ora italica
🧪 L'INGREDIENTE | La tua dose settimanale di cultura generale! | #24/2026
Quello che vedi
Un orologio: dodici ore, lancette in senso orario, il giorno che parte da mezzanotte. Ti sembra il modo naturale di misurare il tempo. Quello di sempre.
L’ingrediente
🔍 Il giorno cominciava al tramonto.
Per secoli, in gran parte d’Italia, l’ora non si contava da mezzanotte. Si contava dal tramonto.
Quando arrivava il tramonto, si compiva la ventiquattresima ora. Da lì ripartiva il conteggio: l’una, le due, le tre, fino al tramonto del giorno dopo, quando si tornava alle 24. Si chiamava ora italica.
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Perché funzionava così? Perché di fatto l’ora ti diceva quanta luce ti restava: essere a cinque ore dalle 24 voleva dire cinque ore prima del buio. Per una società che lavorava col sole e sbarrava le porte delle città al calare della notte, era l’informazione che contava davvero.
Tuttavia, dato che il tramonto si sposta lungo tutto l’anno, l’ora 24 non era mai fissa: gli orologi andavano regolati periodicamente perché la ventiquattresima ora cadesse sempre sul calare del sole.
Fu proprio questa scomodità a condannare il sistema. Tra la seconda metà del Settecento e il periodo napoleonico si impose progressivamente l’ora alla francese: mezzogiorno fissato sul sole più alto, due giri da dodici ore, giorno che parte da mezzanotte.
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Di quel modo di leggere il tempo restano diversi esempi celebri: a Venezia sulla Torre dell’Orologio, a Padova, a Brescia. Ma non funzionano con l’ora italica. Le loro lancette segnano l’orario moderno.
Il caso più spettacolare è nella controfacciata del Duomo di Firenze: l’orologio affrescato da Paolo Uccello nel 1443, con un’enorme lancetta singola che compie un unico giro al giorno in senso antiorario.
Restaurato nel 2014, è tornato a funzionare secondo l’antico principio: viene regolato durante l’anno perché la sua ora 24 coincida con il tramonto. È l’unico al mondo che continua a dire l’ora come nel Quattrocento.
Adesso lo sai. E non potrai più non vederlo.
📚 Fonte: Opera di Santa Maria del Fiore; Gerhard Dohrn-van Rossum, History of the Hour: Clocks and Modern Temporal Orders (1996)
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